Confraternita dei Cavalieri del Fiume Azzurro

Anche il Ticino ha i suoi cavalieri: La Confraternita dei Cavalieri del Fiume Azzurro

La Confraternita dei Cavalieri del Fiume Azzurro è stata fondata nel 1996, in seguito alla scoperta di fonti su un episodio accaduto sul territorio nel 1636: l’invasione franco-sabauda del Ducato di Milano.

Queste fonti sono state ritrovate negli archivi dell’Ambrosiana di Milano, di Madrid, di Simancas e di Parigi da N.H. Giandomenico Oltrona Visconti, primo studioso della Battaglia di Tornavento, e sono costituite da un manoscritto di Francesco Comerio, curato portionario di Lonate Pozzolo, che fece un resoconto di danni e saccheggi causati alla comunità. In questo diario si descrivono minuziosamente tutte «le robbe tolte dalli francesi in casa di me P. Francesco Comerio, curato portionario di Lonate Pozzolo da dì 16 giugno sin’alli 7 luglio». Nella lista sono elencati anche gli arredi sacri della chiesa di S.Ambrogio, le masserizie di cucina, generi alimentari conservati in dispensa e animali da cortile saccheggiati dai francesi invasori.

Questo fatto ha riportato l’attenzione sul tema gastronomico; alcune persone hanno pensato di far riemergere antiche ricette del territorio, organizzando cene per gustarle, e di accompagnarle con bevande citate nei documenti d’epoca, nei limiti della attuale produzione vinicola.

Successivamente i partecipanti lanciarono l’idea di fondare un’associa zione enogastronomica che fu chiamata “Il fiume azzurro”, soprannome locale del fiume Ticino, e visto che si rievocavano tempi di antichi guerrieri e in memoria dello scopritore, il nobiluomo Giandomenico Oltrona Visconti, aggiunsero il titolo di “cavalieri”. Lo scopo che si proponevano, espresso nell’articolo 1 dello statuto, era di riportare alla luce, divulgare e difendere sia la Storia con la esse maiuscola sia la storia minore, più vicina allo “stomaco”, legata ai piatti che si preparavano una volta, e via via con gli anni si proponevano di esplorare altre epoche, fino ad arrivare ai giorni nostri. Il primo capitolo dei Cavalieri del Fiume Azzurro viene celebrato con il

Menu del curato Comerio”:

 

 

Lo stemma della Confraternita dei Cavalieri del fiume azzurro è uno scudo azzurro come il Ticino, su cui si staglia una coppa con tre acini verdi, a rappresentare l’enogastronomia, sormontata da una corona merlata dorata per la nobiltà degli intenti. Il paludamento della confraternita prevede un mantello blu scuro bordato d’oro per onorare la memoria degli antenati, con lo stemma sul lato sinistro del petto.

Per essere ammessi alla confraternita occorrono quattro requisiti fondamentali:

Essere presentati da almeno due confratelli, che saranno i garanti nei confronti di tutti i Cavalieri.

 Esprimere l’intenzione di conoscere o voler conoscere gli scopi statutari, enogastronomici e culturali, e impegnarsi a realizzarli.

 L’impegno a partecipare ai convivi a cui la confraternita è invitata, oltre a quelli organizzati dai Cavalieri.

 L’impegno a partecipare alle cerimonie istituzionali e ufficiali a cui la confraternita è invitata indossando i simboli dei Cavalieri.

La nomina avviene di regola in occasione di eventi importanti: i “Capitoli” enogastronomici organizzati dalla confraternita, ormai alla ventesima edizione, o eventi culturali tradizionali come la rievocazione storica della battaglia di Tornavento, quest’anno alla ventiduesima edizione, che ricorda il combattimento seguito all’invasione del 1636. Durante questa cerimonia si nominano anche i “Cavalieri ad honorem”, persone che si sono distinte nel raggiungimento degli scopi della confraternita nell’ambito del loro lavoro o in altri campi.

 

Torno in Cucina, a presto

Firma Leo

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2019-10-10T12:05:18+01:00I Custodi del Gusto|

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