La cottura a bagnomaria

Con la cottura a bagnomaria siamo tutti un po’ alchimisti

 

Forse non lo sai, ma ogni volta che cucini qualche pietanza con la cottura a bagnomaria stai ripetendo un antichissimo processo alchemico. L’Alchimia era praticata già nell’antichità. Secondo molti uno degli scopi dell’alchimia è la trasformazione del metallo vile in oro, secondo altri l’alchimia è la progenitrice della moderna chimica, per altri ancora l’Alchimia è una scienza dello Spirito ed ha a che fare con lo sviluppo delle potenzialità dell’essere umano. Potremmo definire patria di quest’Arte(e non solo) Alessandria d’Egitto. Zosimo di Panopoli (vissuto tra la fine del III e l’inizio del IV secolo) può essere considerato il padre dell’Alchimia occidentale. Per la cottura a bagnomaria è necessario ricordare la prima alchimista che ci tramanda la storia: Maria l’Ebrea. Non ci sono fonti certe sulla biografia di Maria l’Ebrea, detta anche Maria la profetessa, come non è sopravvissuto nessuno dei suoi scritti, anche se Zosimo da Panopoli la cita spesso come Maestra. Probabilmente, Maria, è vissuta tra il primo ed il terzo secolo d.C. ad Alessandria d’Egitto. La tradizione la considera la prima alchimista della storia dell’Occidente e le vengono attribuite numerose opere scritte ed invenzioni di strumenti utili alla chimica e all’alchimia. Alcuni alchimisti dell’antichità hanno voluto vedere in lei Miriam sorella di Mosè. Questa parentela, andrebbe a collocarla in un contesto mitico, da un punto di vista allegorico o simbolico questa traslitterazione nel mito potrebbe avere una sua ragion d’essere, non è questo post la sede per addentrarci nei miti e nelle allegorie dell’alchimia. Parte importante del suo pensiero è la necessità di unione tra la parte volatile e la parte fissa di una sostanza, questa unione viene espressa metaforicamente con il congiungimento del maschile con il femminile. La cottura a Bagnomaria (Balneum Mariae) deriva da un tipo di “cottura” alchemica creata da questa straordinaria donna. È un metodo di cottura dolce che consiste nell’immergere alambicchi od altri contenitori in acqua riscaldata allo scopo di evitare il contatto diretto con la fonte di calore primaria che potrebbe danneggiare la materia con cui si lavora/opera. È lo stesso processo che si usa oggi in cucina. La cottura a bagnomaria sia essa sui fornelli o inforno non prevede il contatto diretto con la fonte di calore.

Non solo in alchimia e cucina, la cottura a bagnomaria è stata proposta quasi due secoli or sono per la produzione del vino da due fratelli piemontesi in un utile ed interessante opuscolo: Nuovo metodo di vinificazione e distillazione a bagnomaria. Inventato e sperimentato dai Fratelli Dabbene, edito nel 1849 dalla Stamperia sociale degli artisti tipografi di Torino.

La cottura a bagnomaria è solo uno dei misteri della cucina, è, forse, l’esempio più lampante di come dietro ad ogni operazione o gesto che compiamo nella nostra vita quotidiana ci può essere una storia, un mito o una tradizione che spesso non conosciamo.

La cottura a bagnomaria non è adatta a cuochi frettolosi, come per tutte le “operazioni magiche” richiede tempo e attenzione, desiderio di prendersi cura tanto della pietanza quanto del commensale che la assaggerà.

Tra le tante prelibatezze che si possono cucinare con la cottura a bagnomaria un posto speciale è occupato dallo zabaione. La tradizione vuole che questa crema abbia nobili natali essendo stata creata nel sedicesimo secolo della nostra era nelle cucine di Carlo Emanuele I, Duca di Savoia.

Buon appetito

Firma Leo

immagine presa dalla rete

2018-12-26T07:59:10+01:00Il Calderone|

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