Lagane: una ricetta di Orazio

Lagane per scoprire una ricetta ancora attuale e qualche “mistero” sui ceci

 

Ed eccomi di nuovo qui amici. Questa settimana vi porto con me nella Roma di Orazio, grande poeta ma anche sereno epicureo amante dei piaceri di questa vita terrena, alla scoperta delle lagane.

Nella Satira I, VI, ci narra le sue parche abitudini e il piacere che ne trae come quello di una piacevole pasto al rientro a casa.

Orazio ci ricorda come i ceci erano abituali sulle mense romane, ceci che lui amava mangiare insieme alle lagane e ai porri.

Ma prima di “ricostruire” questa ricetta che sarà a tutti ben gradita in questi mesi freddi, mi attardo divagando su qualche nota curiosa.

I ceci, detti in latino cicer, originari dell’Oriente, erano già utilizzati nell’antico Egitto e presto si diffusero in tutto il Mediterraneo. Plinio nella sua Storia Naturale, nei libri dedicati all’agricoltura, ci ricorda i ceci detti colombini o di Venere, qualità bianca piccola e rotonda che solitamente venivano mangiati durante le veglie sacre a questa dea. Si riteneva che i ceci avessero proprietà afrodisiache, che favorissero la fecondità e migliorassero la qualità dello sperma. Per il loro apporto energetico sempre Plinio ci ricorda che venivano somministrati ai gladiatori prima dei combattimenti. Ma venivano dati anche ai cavalli prima delle battaglie per renderli più resistenti.

Insomma un alimento di cui già gli antichi percepivano le qualità. E proprio a tale riguardo basterà ricordare una tradizione ancora viva in Abruzzo probabilmente introdotta dalla Puglia grazie alla transumanza antico retaggio greco: i Ceci della Sposa. 

Ma procediamo con il piatto amato da Orazio: Lagane con ceci e porri.

Le laganae sono un tipo di pasta che i Romani preparavano sia salate che dolci. Vengono considerate le antenate delle moderne lasagne ma non sono proprio uguali. Linguisticamente nel Lazio reatino le sagne sembrano essere le vere eredi delle laganae, come le lagane del Cilento.

Ecco qui la loro preparazione secondo la ricetta antica romana.

Ingredienti per la pasta (per 4 persone circa)

300 grammi di semola di grano duro

2 uova

un pizzico di sale

½  uovo di acqua

 

Preparazione

Impastare la farina con le uova, l’acqua e il sale. Stendere la pasta che sarà piuttosto dura, allo spessore di un millimetro. Tagliare delle fascette larghe 2 cm e lunghe 20 cm.

Con questa pasta si può realizzare il semplicissimo piatto menzionato da Orazio provvedendo a far bollire le lagane in acqua per poi scolarle e saltarle in un tegame con olio di oliva, porri e ceci nella quantità desiderata.

Oppure si può procedere con una preparazione dolce: una volta stesa e tagliata la pasta come detto sopra, avvolgere a spirale le strisce e friggerle nell’olio bollente. Asciugarle, quindi pennellarle con miele cotto (quindi reso più liquido) e spruzzarle di pepe: a questo punto sono pronte per essere servite.

Queste lagane dolci erano anche dette bende di Saturno poiché ricordavano le fasce di lana con le quali si avvolgevano i piedi del simulacro del dio Saturno per tutto l’anno. Soltanto in occasione delle feste a lui dedicate, nel mese di dicembre, si toglievano le bende dai piedi del dio affinché fosse portato in processione per le vie di Roma: i suoi piedi nudi toccando il suolo avrebbero fecondato e reso fertile la terra come lui solo poteva fare essendo il dio seminatore (Saturno da Sator = seminatore).

 

Come aperitivo o antipasto potresti preparare i Libum.

Vi invito a sperimentare queste ricette a magari a lasciare qui i vostri commenti. Buon fine settimana a tutti e a presto!

Adelaide

 

Immagine presa dalla rete

2019-01-20T07:55:09+01:00Ricette|

2 Comments

  1. Maria Cristina Zitelli 20/01/2019 al 15:21 - Rispondi

    … inde domum me
    ad porris et ciceri refero laganique catinum.
    La vita semplice: la felicità è una piccola cosa…
    Sempre grazie, Adelaide!

    • Adelaide 05/02/2019 al 13:06 - Rispondi

      Grazie a te Maria Cristina!

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